Ciao sono ilrinascimento
Vedi il mio profilo


Aprile 2008

DLMM GVS
1 2 3 4 5
6 7 8 9 10 11 12
13 14 15 16 17 18 19
20 21 22 23 24 25 26
27 28 29 30

Tag

Nuovi post

I miei links preferiti

Diffondi i contenuti

Aggiungi al mio Dada

Aggiungi al mio Dada

Condividi i contenuti

De.licio.us

La ricerca della verità

di ilrinascimento (29/04/2008 - 09:21)


La verità si riconosce contestualmente alla verifica degli errori indotti dagli strumenti di misura e dai sistemi metodologici.
La costruzione delle teorie scientifiche, filosofiche e spirituali si fonda  sulla coerenza logica delle tesi che sostengono le ipotesi,  ma non si deve trascurare di esplorare  "il sottosuolo invisibile"  dei paradigmi. 
Ogni discorso che riguarda la natura dell'uomo, l'origine della coscienza e il significato della vita ha "radici" molto profonde nel processo culturale di selezione di alcuni concetti dominanti rispetto ad altri al fine di dotare il discorso logico di uno specifico criterio di intelligibilità. 
Mentre il paradigma razionale erige la  "Grande Torre", partendo dal presupposto che la creazione del mondo è opera di un "Dio  invisibile" (Scienza e Fede)  che trascende la dimensione corporea  dell'esperienza, il paradigma alchemico "fa crescere" l'albero della conoscenza sul terreno della "filosofia naturale" in grado di nutrire il tronco (il tronco encefalico) fino al sistema riproduttivo delle gemme (le ghiandole della testa), dei fiori (i lobi frontali) e delle mele (i due emisferi cerebrali) con la linfa  vitale generata da un "Dio corporeo" che dimora all'interno dell'essere. 

La "Torre di Babele" dipinta da  Brueghel invita lo sguardo ad osservare con attenzione le diverse tecniche di costruzione del sapere che origina dalla razionalità creativa degli uomini.
La differenza sostanziale che esiste tra il sapere scientifico e filosofico (la parte sinistra della torre rivolta verso la terra) da quello religioso e psicologico (la parte destra della torre rivolta verso il mare), dipende dall'abilità del pensiero razionalizzatore  di strutturare un sistema logico, forte, coerente e privo di cedimenti nelle parti fondative. 
La critica di Brueghel è chiara e inequivocabile: nessuno dei due sistemi di pensiero è in grado di portare a compimento l'opera. 
La conoscenza ‘pertinente' la felicità dell'uomo che origina dal pensiero scientifico è destinata a crollare sotto il suo stesso peso teorico e metodologico, mentre la conoscenza che evolve dal pensiero intuitivo implode e si disgrega velocemente nel tempo,  per poi ricostruirsi all'infinito sulle proprie macerie.
La coscienza critica di Brueghel  sintetizza i limiti del pensiero occidentale che disconosce la presenza sottile, occulta e invisibile del "paradigma culturale" codificato  in tutti gli individui, anche in quelli più evoluti intellettualmente, ignari di ricalcare schemi di pensiero conformi alla comprensione razionale acquisita attraverso l'educazione, l'istruzione e l'influsso dei sistemi cognitivi dominanti.
A differenza della conoscenza razionalizzatrice che rimane "esterna" alla dimensione evolutiva dell'individuo,  il sapere alchemico non si fonda su dogmi religiosi o dimostrazioni scientifiche, ma emerge all'interno dell'individuo che decide di annullare, convertire e sospendere ogni forma di pensiero che si prefigga di erigere templi, chiese e "massimi sistemi".
Anche l'albero della conoscenza razionale e intuitiva  che origina dalla ricerca filosofica deve deperire e seccarsi affinchè l'alchimista sia costretto a praticare l'introversione della libido  e  realizzare autonomamente la comprensione  della verità interiore. 
La comprensione della verità procede per gradi salendo con cautela sulla scala dei filosofi alchimisti, affinchè sia possibile per chiunque eliminare le fronde (e i fronzoli) inutili.


L'albero filosofale. Solomon Trismosin XV secolo

Vota questo post

L'emblema della Vergine

di ilrinascimento (14/04/2008 - 13:34)


Tra il 1220 e il 1330 esplode in Italia una diversa cultura spirituale, per sua  natura antagonista a quella perpetuata dalla Chiesa. Grazie all'esperienza mistica e razionale di San Francesco, l'influenza dei cistercensi e la cultura dei manoscritti e dei libri di cui si fanno portatori i Benedettini,  avviene una radicale trasformazione dei rapporti  dell'individuo con la propria anima che assume sempre più sembianze femminili, al punto che l'amor idealizzato da Dante e l'amor tragico di Boccaccio possono considerarsi i due limiti estremi dell'esperienza di trasformazione delal libido sessuale in amore e consapevolezza di sè. 

La donna irrompe nel panorama sociale  e culturali  delle corti feudali come portatrici di istanze di  cambiamento delal relazione  ego-anima, le due forze antagoniste che si confrontano  pubblicamente nel rapporto Imperatrore-Papa. A questo schema  di percezione dualistica della realtà umana, scissa tra maschio e femmina, aggressività e passività, principi e sudditi, si oppone la "cultura civile"  delle città senesi che per prime si dimostrano insofferenti al gioco politico e religioso imposto dal papato e dall'impero. In un contesto di evidente bisogno di emancipazione dall'influsso dogmatico dei poteri vigenti, evolve una casta di artigiani che nel corso del tempo, grazie alle numerose commesse pubbliche e religiose, acquistano lo status di artisti.

Ma se la storia dei costumi sociali è ben nota, completamente priva di contenuti ci appare l'evoluzione spirituale degli individui e della collettività. Le immagini dell'arte ci permettono di comprendere processi di trasformazione delal coscienza che nessun libro di filosofia, di sociologia o di psicologia sarebbe anche oggi in grado di  riconoscere e descrivere.

L'arte italiana del primo Rinascimento (1330-1440) si configura come un graduale processo di identificazione con la dimensione invisibile del sacro sperimentata dal misticismo francescano. Il culto della Vergine introdotto da Francesco nella pratica quotidiana (umiltà, devozione, preghiera) affonda le sue radici nel misticismo arabo recepito attraverso un testo del VI secolo tradotto in latino con il nome di "Transitus Mariae". Il testo era già conosciuto dai monaci cistercensi di San Bernardo (1150) che elevò la "figura" della Vergine a principio e fine di ogni esperienza, a simbolo di emancipazione dalla "volgarità" materialistica (la Vergine del Libro di Botticelli) e di elevazione dello spirito fino alle sommità dell'intelletto "paterno" (l'incoronazione della Vergine di Raffaello).

La vita spirituale (la Vergine) non è unicamente prerogativa dell'individuo che si "ritira" dalla vita mondana, ma avviene spontaneamente mediante la sperimentazione creativa dell'energia interiore che si manifesta attraverso l'esercizio subconscio, inconscio e iperconscio dei sensi applicati alla materia, qualunque essa sia. Chi applica quotidianamente la regola francescana e si dedica con "umiltà, devozione e perseveranza" all'espressione creativa dell'anima (Che fare?) giunge prima a poi a illuminare il "filo dell'aureola".

Le aureole dipinte da Giotto, Simone Martini e Piero della Francesca occultano un duplice significato: da una parte identificano l'individuo che dispiega il "filo" della comprensione umana in compassione (i Santi); dall'altra il "filo" definisce il "contenimento" della "luce" (La Vergine Madre) in grado di trasmettere la triplice trasformazione dell'istinto creativo (il Bambino), in consapevolezza (Gesù), coscienza (Nazareno) e conoscenza sensoriale (Re dei Giudei).

Il concetto di triplicità era già presente nel trattato arabo che descriveva in forme metaforiche il "Transitus Mariae" dal coggige alla sommità della testa attraverso i tre nodi (ombelico, cuore, centro della fronte) ispirati probabilmente dall'alchimia tantrica.

Se si rilegge l'arte sacra del Rinascimento come una concreta espressione dei principi alchemici di purificazione, trasmutazione e trasformazione dei fattori mentali (i tre guna) in Coscienza di, è possibile comprendere il complesso "itinerario" spirituale compiuto dalla Vergine (le passioni contenute nel cuore) per diventare la Madonna dell'Assunta (la concentrazione mentale nel centro della fronte) e la Regina del cielo, metafora della "Mente d'oro" realizzata da chi "focalizza" l'energia spirituale all'interno del filo dell'aureola.

Questi tre stadi di trasformazione della pulsione creativa in consapevolezza sensoriale (L'Opera al Nero) sono descritti con lo stesso "dispositivo" simbolico (mandala) utilizzato dall'alchimia tantrica: "Nella nigredine delle pulsioni creative istintive l'artista conquista l'uso dei sensi grossolani (Giotto); nella rubedine delle emozioni sperimenta le facoltà dei sensi sottili (Simone Martini); mentre nell'albedine della consapevolezza generata dal senso interno evolve l'intuizione dell'intelletto sensoriale (Piero della Francesca)."

Significativo è il fatto che i concetti utilizzati dal Tantra possono fare riferimento a un processo di trasformazione della pulsione creativa attuato attraverso l'arte (percezione in azione) o il sesso (azione della percezione), per cui viene stabilita una diretta corrrispondenza fra "arte e donna", entrambe considerate mediatrici (Maria Mediatrice) della generazione del "nettare prezioso" (il soma) o Elixir dell'immortalità. Questo secondo livello di connessione tra le funzioni corporee e quelle spirituali che si stabilisce naturalmente nel fare arte e sesso con "furor creativo", è alla base delle vicende artistiche del secondo Rinascimento (1330 - 1440).

Botticelli, Leonardo e Michelangelo concepirono in pochi decenni i fondamenti dell'Opera al Rosso che permetterà ad artisti giovanissimi (Raffaello e Durer) di produrre opere di straordinario spessore artistico e spirituale, pur non possedendo esperienza e conoscenza diretta dell'arte, dell'amore, della compassione e della comprensione filosofica delle immagini.

Sono proprio le opere di Raffaello e Durer che ci dicono quanto sia decisivo per un artista "aurico" (dotato del "filo" giusto) incontrare un vero maestro...come disse anche Palladio (1508 - 1580): "segui un modello e inizia a costruire..."

La "Madonna del Libro" è l'icona che informa la mente di essere giunta a un bivio: la liberazione dall'inerzia spirituale avviene attraverso una duplice azione: "leggere e meditare", "dipingere e meditare", "scrivere e meditare" ...con umiltà, devozione e preghiera.

Vota questo post

Il sistema del Se

di ilrinascimento (28/03/2008 - 15:38)

Sono in pochi a comprendere che cosa sia veramente la "volontà" di evolvere sul piano umano (Gesù) e spirituale (Cristo), che cosa significhi mettere l'accento sull'esistenza del potere femminino (la Madre di Cristo)  di agire attraverso le funzioni del corpo (psiche, anima, mente, coscienza e logos) in armonia con la coscienza universale, il Tutto dell'alchimia occidentale rinascimentale, il Dio della Gnosi. 

Il sistema del Se, sintesi alchemica tra le funzioni del corpo/ maschio con la sua energia interiore/femmina, diventa di fondamentale importanza quando l'individuo arresta la salita verso la "vetta" e inizia a procedere all'indietro, controcorrente, contromano, in discesa, lasciando che sia la "donna" interiore a prendere il volante, a suggerire le azioni da compiere, giuste o sbagliate che siano. (Vedi il post precedente)

Il "Sistema del del Se" rappresenta il fondamento teorico su cui si innesta la critica sociale, storica ed estetica di una società. E' attraverso la manifestazione istintiva dell'energia creativa (priva di Io e quindi di guida egoica) attraverso i talenti corporei, le abilità mentali, le capacità intellettive e le qualità dell'anima che l'individuo non solo realizza il proprio destino biologico/spirituale, ma diventa un vero artista, interprete del suo tempo, espressione della coscienza collettiva e artefice di un processo di simbolizzazione creativa  in grado di perdurare nel tempo, nei secoli.

Esiste uno stretto legame tra il Se e gli artisti alchemici che traducono
istintivamente in opere le percezioni del "cuore". Agli artisti la società chiede di non essere conformi alle regole, di andare controcorrente, di esprimere un punto di vista della realtà così soggettivo da escludere ogni forma di interesse particolare, individuale o sociale. Agli artisti la società chiede di tradurre lo "Spirito del Tempo" in forme concrete, tangibili, fruibili da tutti, o quasi. Ho scovato in rete una riflessione di un professore di estetica.
STUDENTE: Professore? Qual è il ruolo dell'artista nella società odierna?

GIVONE: Certamente l'artista ha tanti ruoli. Uno è quello a cui abbiamo appena fatto riferimento: invertire la marcia, procedere in senso contrario rispetto al modello della mercificazione nel segno della bellezza, che produce qualcosa che avvertiamo come profondamente disumano. L'artista agisce in controtendenza, parte dal cuore stesso del disumano, e lo esibisce. Siamo partiti parlando della violenza. Violenza e disumanità sono tutt'uno. Se violenza significa qualcosa, violenza significa per l'appunto disumanità. L'artista parte dal cuore del disumano, lo esibisce. Così facendo, lo ha detto Adorno, che è stato un filosofo che ha pensato a fondo questi problemi - così facendo - esibendo il disumano, non arretrando di fronte ad esso, dandogli voce -, prospetta qualche cosa come una promessa di felicità, ma non attraverso la trasfigurazione, l'abbellimento del disumano, ma attraverso la sua esibizione. Ecco, l'artista oggi è fedele - io credo in questo debba essere soprattutto l'artista oggi, e spesso lo è stato - fedele alla verità più dura, più amara, addirittura più contraddittoria del nostro, tempo, la verità per cui a qualcosa come una promessa di felicità in un futuro possibile, addirittura una redenzione o qualche cosa del genere, non si danno se non attraversando l'orrore. Non arretrando, non nascondendolo, con tutte le forme di estetizzazione della realtà - che conosciamo anche troppo bene, ma attraversandolo. Come vedi l'impegno dell'artista è difficile, è difficilissimo, se si tratta di questo . "

La ricerca di ciò che è disumano all'interno della società equivale alla ricerca di ciò che è disumano dentro noi stessi. E che cosa c'è di più "disumano" del Se? Il sistema del Se è un meccanismo perfetto, regolato dagli istinti, dalle pulsioni e dalle libido. Non a caso il serpente che si dispiega verso l'alto è l'emblema del potere della kundalini di generare, all'interno delle deboli strutture della coscienza, lo sviluppo ipertrofico dell'ego, e, per riflesso, l'emergere vittimistico dell'anima. Non può sussistere una autentica conoscenza della natura, della cultura, della società e della religione, se non si comprende la "disumanità" generata dall'incapacità di evolvere il sistema del Se, nel sistema del Sè e, nella fase successiva, la difficoltà di discriminare tra sistema del Sè e sistema del non-Sè. Non sono argomenti difficili, ma occorre procedere con ordine, seguendo la metodologia insegnata da Albrecht Durer.

iquattroapostoli
"I quattro Apostoli" sono l'occasione per tradurre in immagini cariche di simboli il processo di trasformazione del sistema del Se nel sistema del Sè, ovvero l'istinto di evolvere in cui è completamente assente ogni forma di riflessione morale, etica e spirituale, nella volontà di evolvere sul piano umano (gesù) e spirituale (Cristo), attraverso l'incarnazione del Logos (animus, spiritus e intellectus).

Marco (il se istintuale connesso alla sfera psichica), Pietro (il se razionale collegato alla dimensione materiale e terrena dell'esistenza), Paolo (il Se intuitivo connaturato alle funzioni della mente in grado di regolare la soddisfazione dei bisogni individuali alle esigenze collettive, sociali e religiose) e Giovanni (il Se principiale che origina dalla fiducia nel Se) sono i protagonisti di una vicenda "universale" che si perpetua nei millenni.

In ogni uomo avviene (o dovrebbe avvenire) un processo di riconoscimento degli istinti corporei (Marco) attuato attraverso le funzioni intuitive della mente, capace di riflettere sulla conseguenza morale delle proprie azioni. (Paolo), per cui l'uomo è un "animale morale", dotato di un sistema di autoregolazione delle pulsioni (censura, tabù, inibizione, legge...).

Il ogni uomo avviene (o dovrebbe avvenire)un processo di trasformazione dell'istinto di razionalizzazione (Pietro), fondamento biologico di ogni "Chiesa" e "civiltà" compiuto attraverso la fede nelle potenzialità della creatura (il se principiale localizzato nel cuore) di divenire l'apostolo prediletto dal Cristo (Giovanni)

Durer mette insieme "Giovanni e Pietro" e dall'altra "Paolo e Marco" per ribadire le potenzialità dell'uomo di realizzare spontaneamente l'alchimia interiore, dal sistema del Se al sistema del Sè, dall'istinto finalizzato alla conservazione, alla volontà finalizzata all'evoluzione.

Purtroppo questo processo istintivo di autodeterminazione è stato "sradicato" dal corpo umano e collocato in una dimensione di "peccato", nella sfera dei tabù ancestrali...

Vota questo post

Istinto di evolvere

di ilrinascimento (28/03/2008 - 15:34)

L’istinto di evolvere rappresenta il carburante di ogni trasformazione materiale e spirituale della realtà. E’ inscritto nel filamento maschile del genoma, nella “sezione” in cui l’individuo “realizza” l’identificazione del seme con l’istinto di piacere (orgasmo), l’istinto di morte (eiaculazione), l’istinto di autogenerazione (procreazione) e l'istinto di autoaffermazione (libido).

Il fenomeno della fecondazione dell'ovulo femminile da parte del seme maschile individua a livello biologico ciò che avviene sul piano spirituale quando l’individuo diventa consapevole dei fenomeni subconsci innescati dagli istinti corporei, realizza la comprensione dei fenomeni inconsci provocati dalle pulsioni psichiche e impara a conoscere le motivazioni egocentriche dei desideri e delle azioni conseguenti, modellate consciamente dalla libido (sessuale, materiale, sociale e spirituale). In altre parole, il processo di contenimento e trasformazione dell'energia sessuale  feconda la nascita di  una "seconda natura", l'anima, in grado di nutrire (attraverso la ghiandola del timo)  una diversa consapevolezza di sè , il Bambino, metafora dell'istinto di evoluzione. 

La trasformazione del seme in amore, creatività e coscienza di sé, i tre fuochi dell’alchimia interiore, è rappresentato simbolicamente dall’immagine della crescita del Bambino interiore all’interno del cuore, il secondo utero che la Natura mette a disposizione dell’androgino, metafora di uno stadio di superamento dall’identificazione nella matrice sessuale, sociale, mentale, culturale e razziale in cui germinano le abitudini e i sistemi di credenze. Il Bambino descrive metaforicamente uno stadio di coscienza istintivamente finalizzato al Bene difficile da attuare senza operare il “sacrificio” del seme, al punto da determinare nell’intelletto occidentale una insanabile frattura fra corpo e spirito.


physica subterranea
San Paolo è il primo ad avvertire la dicotomia tra carne e spirito, che ci sia cioè “nelle mie membra un’altra legge, che muove guerra alla legge della mente” per cui l’uomo morale continua a credere che “con la mente servo la legge di Dio, con la carne la Legge del peccato”.

Hanna Arendt così commenta:
Se prendiamo sul serio le parole di San Paolo è abbastanza chiaro che la volontà, il presunto strumento onnipotente che dà impulso ad ogni atto, si rivela qui nella sua impotenza, alla luce di quella particolare esperienza per cui io so e nego il consenso ai miei desideri, eppure sono in una condizione in cui devo ammettere che non ci riesco, che “non posso”. Così, la prima cosa che impariamo a proposito della volontà è questo “Io – voglio – ma – non – posso “. L’Io – voglio, tuttavia, non è affatto travolto e sopraffatto dall’esperienza dell’Io-non posso, ma continua a volere, per così dire, e più vuole, più diventa chiara la sua impotenza e insufficienza”. (H.A.: Alcune questioni di filosofia morale).

La dicotomia morale, che caratterizza il senso di colpa e il concetto di peccato del cattolico da duemila anni, è registrata dalle conclusioni di San Paolo : “C’è in me la volontà del bene, ma non la capacità di attuarlo.”. Perché? La filosofia morale degli artisti rinascimentali immagina di sanare il conflitto corpo-mente in quattro Atti : purificazione degli istinti in consapevolezza sessuale (Nigredo) , trasmutazione delle pulsioni in comprensione intellettiva delle esperienze creative (Rubedo) , trasformazione della volontà individuale nella volontà del Se (Iosis) e trasfigurazione della libido in amore, creatività e coscienza di sé (Albedo).

Sperimentiamo quotidianamente l’impotenza della volontà che origina dall’ego, dall’Io- voglio, e ci illudiamo allo stesso tempo di poter modificare la realtà esercitando l’Io- posso, poiché come afferma Duns Scoto, un filosofo alchimista del 1200, la forza dell’Io-posso presuppone un Io-non-devo, restrittivo e castrante, poiché “la mente che comanda se stessa, trova resistenza” (San Paolo)
Per comprendere il passaggio decisivo dalla volontà individuale all'istinto del Se, gli alchimisti del Seicento descrissero nella favola del Gatto con gli stivali il compimento della trasformazione del "seme" (il figlio privo di qualsiasi bene materiale) in ricchezza, felicità e conoscenza.

postato da: museohermetico alle ore 11:05 | link | commenti | commenti
categorie:

Vota questo post

Illuminazione della mente

di ilrinascimento (26/03/2008 - 09:24)


"Lo scopo di un vero critico dovrebbe essere quello di scoprire quale problema l'autore si è posto (senza sapere o sapendolo) e di indagare se lo ha risolto o meno."
Paul Valery

La ricerca dell'equilibrio
Siamo tutti autori, artisti e artefici della nostra vita. Noi stessi siamo i primi critici della nostre azioni, di ciò che abbiamo realizzato e conseguito nella vita. Siamo chiamati quotidianamente a risolvere problemi, a volte banali, altre volte complessi. Dobbiamo agire per ristabilire l'equilibrio dell'organismo compromesso dalla dissipazione del calore e procurarci il cibo necessario per garantire la continuità dell'azione muscolare, mentale e creativa. Siamo gli autori della nostra vita, così come delle nostre creazioni, relazioni e condizioni esistenziali dalle quali dipendono stati di felicità o di sofferenza. Ma la realtà non è così semplice. Così come l'artista deve limitare la propria azione all'interno del "campo artistico" definito da un Potere esterno, sia esso religioso, politico o ideologico, così l'individuo è chiamato ad agire all'interno di uno specifico "campo spirituale" definito dal suo "potere personale".

L'equilibrio dell'individuo è costantemente alterato dall'interferenza innescata dalle relazioni sociali, materiali e affettive. Per quanto diventiamo bravi a praticare la meditazione e la discriminazione, siamo incessantemente coinvolti nel "sentire" e provare sentimenti di amore, odio, risentimento, ramcore, ecc...ogni giorno sperimentiamo la "cacciata" da un "paradiso privato" per affrontare la realtà dei sentimenti e dei bisogni condivisi.

Il potere personale
La "Cacciata dal Paradiso terrestre" è un tema centrale nel dibattito filosofico del secondo rinascimento, poiché viene discussa l'origine della differenza tra azione morale e obbedienza alle leggi, tra la centralità dell'io consapevole del proprio corpo e le finalità sociali che impongono senso del dovere, responsabilità e obbedienza alle istituzioni.

Adamo ed Eva sono condannati da Dio a ripristinare l'equilibrio corporeo e sociale con il sudore della fronte e partorendo con dolore. Diventando autore della propria vita, risolvendo da solo i problemi della
sopravvivenza e dell'adattamento all'ambiente, l'individuo esercita il libero arbitrio che lo "espelle" dal sistema morale di riferimento, ma lo rende arteficie di un potere personale che lo eleva a "legislatore" di se stesso ("la legge morale che è in me", direbbe Kant).

Mordendo la mela della conoscenza dei sentimenti corporei, la donna riconosce dentro in bisogni, desideri e sentimenti morali che contraddistinguono la vita dell'anima. Conseguentemente l'azione di Adamo, dipinto da Michelangelo nell'atto di afferrare una mela invisibile, si conforma al "campo spirituale" definito dalla sua anima (Eva), campo spirituale che si estende poi al campo estetico ed artistico, caratterizzato dalla manifestazioni di "bisogni" che, se soddisfatti, riportano l'organismo biopsicosomatico in equilibrio.

L'atto di aderire alle pulsioni psichiche e creative dell'anima è conforme alle "leggi di natura", ma è sempre in contrasto con la Legge di Dio, con la legge dominante. Tuttavia la "cacciata dal Paradiso" dà origine all'autocoscienza (le quattro Virtù cardinali) che è il fondamento della consapevolezza di (Temperanza), del pensiero allocentrico (Prudenza), della percezione critica (Fortezza) e della volontà di evolvere (Giustizia) che caratterizza il "campo spirituale e artistico" della personalità creativa.

I tre "campi spirituali"
La cultura rinacimentale riconosce l'esistenza di tre "campi spirituali" che definiscono tre diverse forme artistiche e morali di autoespressione del potere personale. Uscendo dal "paradiso artificiale" creato dalle leggi civili e religiose che "garantiscono" l'equilibrio psicologico e sociale, e cioè liberando la mente da sistemi di credenze indotti dall'educazione, dall'istruzione e dal conformismo generato dalle abitudini consolidate, Adamo diventa consapevole dei bisogni dell'anima psichica di Eva di evolvere in "campi spirituali" più evoluti.

Il Beato angelico dipinge così tre varianti del'Annunciazione. La Vergine, emblema del ricercatore artistico e spirituale, viene dipinta all'interno di tre diverse archittetture, di tre tipi diversi di spazio concluso, a significare l'evoluzione del "campo biopsicosomatico" definito dall'anima psichica di Eva, nel campo spirituale definito dall'Anima, dalla Mente e dalla Coscienza.

Conclusioni
Per l'alchimia cristiana rinascimentale esistono tre gradi di evoluzione della materia primaria (Eva), caratterizzata da bisogni, desideri e sentimenti. L'artista opera all'interno di uno dei tre campi, per cui il suo punto di vista cambia e muta nel tempo man mano che l'autoepressione creativa si manifesta durante la vita dell'Anima, della Mente o della Coscienza. Gli esiti formali ed estetici della sua opera sono ovviamente diversi a seconda del "campo spirituale" in cui avviene l'esperienza

L'arte è femmina. E' percezione in azione. Siamo costretti a creare qualcosa per riportare equilibrio all'interno dell'ambiente che abitiamo dentro di noi, per cui rispondiamo progressivamente ai bisogni evolutivi dell'anima, ai desideri di conoscenza della mente e infine all'istinto di trascendenza peculiare della coscienza.
La donna interiore non è mai ferma. Si muove ovunque e dappertutto assetata di amore e conoscenza, provocando incessantemente uno spostamento eccentrico dell'energia psichica, mentale e spirituale dal suo asse centrale.

Quando diventiamo consapevoli dei cicli di evoluzione della donna interiore, da Eva (campo psichico) fino alla Vergine (campo mentale), acquistiamo sensibilità alle diverse frequenze di luce e impariamo a distinguere istintivamente il buono dall'iniquo, il bello dall'inutile, il giusto dal dannoso, ovvero i fondamenti della Legge naturale.

Vota questo post

Il Rebis

di ilrinascimento (22/03/2008 - 09:59)

Rebis

Gli alchimisti del Rinascimento distinguevano due stadi di evoluzione del “prima materia” costituita dalla massa informe e indistinta di istinti , pulsioni e libido (il mostro tricefalo posto ai piedi del Rebis).
Il primo stadio (il leone rosso in basso a sinistra) emerge da un processo di discriminazione razionale dei valori umani per cui l’uomo acquista consapevolezza psicologica (l'androgino) dei limiti corporei e delle potenzialità trascendenti inserite nella natura umana, scissa alla nascita nelle polarità prodotte dalla differenziazione sessuale.
Il secondo stadio (il leone verde) evolve attraverso un processo di sintesi delle esperienze personali con le esperienze cognitive e spirituali trasmesse dalle antiche saggezze filtrate dall’Aura Apprehensio (il corpo mentale) perpetuato nei secoli dalle opere dell’arte alchemica (mitologia, filosofia, psicologia….), per cui l’individuo esce dallo stato di natura per entrare nel “mondo della coscienza alchemica (il Leone verde ingoia il piccolo sole, metafora della coscienza egocentrica).

leoneverde
Il Leone verde descrive in sintesi l’istinto di evolvere (il Se) che si impone nell’artista dotato non solo del “coraggio spirituale” di agire attraverso le specificità del Se maschile (istinto di riportare equilibrio attraverso l’azione creativa), ma anche del “coraggio spirituale” di riconoscere al "Se femminile" (istinto di riportare equilibrio attraverso la percezione) le qualità trascendenti dell’autosacrificio (il cigno che si ferisce il petto). Nella logica spirituale degli alchimisti cristiani, il Cristo è  l'inpersonificazione del Cigno, a significare che  il Se femminile  "dimora" all'interno di ogni individuo, maschio o femmina che sia, in quanto istinto di trascendere  la matrice biologica degli istinti in "istinti spirituali" (sacrificio di sè, compassione, amore disinteressato, ecc).

San Girolamo, il santo che per primo tradusse il Vangelo dal latino alla lingua volgare, rappresentò per molti artisti  del Rinascimento l'icona cristiana di questo processo di  integrazione della "femmina nel maschio", dell'agnello nel lupo, del bene nel male. Ciò avviene sempre attraverso il pentimento....di essere individui monocerebrali.  Per diventare la "cosa doppia" (il Re - bis)   non si può fare a meno di  riconoscere  di essere individui limitati, mancanti di qualcosa, incapaci di contemplare  la Realtà (il Cristo crocifisso) in tutte le sue dimensioni (anche metaforiche, allegoriche e simboliche).

 Sangerolamo  A. Durer:  San Gerolamo penitente

 
Il Rebis androgino, sintesi mentale di “Azione creativa (il leone rosso)” e “Sacrificio di Sé (il cigno che si ferisce il petto per nutrire i piccoli)”, è una immagine chiave della spiritualità alchemica, protagonista della “giusta discriminazione” da cui può emergere una comprensione più sottile della Realtà invisibile agli occhi (le ali di pippistrello)

L’azione creativa (il coraggio di agire per cambiare lo status quo) e la percezione evolutiva (“l’autosacrificio” che conduce ad astenersi dall’azione) rappresenta il fondamento della morale alchemica, sia essa cristiana o buddista. Entrambe concorrono a determinare una diversa comprensione della vicenda umana imperniata sulla “libertà della coscienza” di decidere autonomamente se agire o rimanere inerti, se vivere o mettere fine all’esistenza, se lottare o accettare l’oltraggio, se concepire la vita o interrompere la gravidanza. Il Se femminile è il portatore sano dell’autotrascendenza…capace di giungere fino al martirio in nome della fede, ma lo è anche di quello "insano" quando il martirio è indotto dall'obbedienza fanatica.

L’istinto di sacrificio “femminile” che emerge dai sentimenti morali è incapace di ledere il sistema delle Leggi, ma l’istinto di conservazione dell’equilibrio psicosomatico, peculiare delle donne emancipate dalla “cultura del Padre/Maschio”, ha la specifica funzione di scardinare le Leggi, di indurre una diversa percezione/consapevolezza di ciò che è giusto o sbagliato e di scatenare le Rivoluzioni fondate sui Diritti civili, umani e spirituali e la Parità delle condizioni sociali.

La richiesta di moratoria sull’aborto ha l’effetto di generare una nuova caccia alle streghe…di medioevale memoria. A Napoli, destinata a diventare come Calcutta lo sfintere del mondo, una donna è stata costretta a “confessare” l’aborto appena uscita dalla sala operatoria. Ma il corpo grasso e opulento di Giuliano Ferrara che ne sa dei sentimenti del cigno? Né cattolici , né laici, né papi, né politici hanno il diritto di interferire sull’istinto di trascendenza connaturato al Se femminile. Giuste o sbagliate che siano per la morale corrente, le scelte delle donne che sono in bilico tra il rispetto della Legge maschile (civile e religiosa) e l’osservanza istintiva della “Legge del Se” connessa al proprio corpo (morale e spirituale), vanno sempre in una unica direzione....la "Giustizia divina" che si pone sempre al di là del Bene e del Male.

Vota questo post

Filosofia dell'arte

di ilrinascimento (19/03/2008 - 14:28)


La storia dell'arte risponde a un bisogno di categorizzazione peculiare dell'individuo (Vasari) che cerca di "fermare il tempo", di "allontanare l'ansia della morte, della decadenza, dell'oblio". L'arte è la mediatrice e la riconciliatrice tra la natura e l'uomo. L'arte (il Parmigianino) sfrutta elementi della natura (materiali diversi, suoni, colori, specchi deformanti,....) per evadere dalle costrizioni del mondo reale e cercare, in un modo o nell'altro, un mondo di sogno nel quale le aspirazioni, i sentimenti, le emozioni, la dimensione spirituale possano esprimersi in una ricerca che si rivela sempre insoddisfatta e perpetua.

Che questa ricerca si dispieghi attraverso stili diversi, tecniche diverse, identità diverse, poco conta. Siamo granelli di sabbia, sollevati dal vento, in balia dell maree...
La condizione umana è infatti caratterizzata da una insoddisfazione di fondo, da un desiderio di bellezza, armonia e perfezione sempre inappagato. Alla base di tutto questo sta la meravigliosa abilità dell'uomo di percepire e produrre immagini, e di collegare immagini: arte e scienza sono figlie di questa facoltà.

Le pitture rupestri dimostrano una attività che va al di là della semplice riproduzione, per acquisire un significato ricreativo, magico e religioso. Le immagini sono quindi chiamate ad assolvere alcune funzioni specifiche che trovano una precisa collocazione nella "realtà interiore". Non dobbiamo guardare agli stili o alle identità degli artisti ma al valore intrinseco dell'immagine che possono manifestare valori (etici, religioso, politici...); trasmettere informazioni pratiche o prescrittive o scientifiche; contribuire al prestigio di gruppo o del committente e soprattutto, testimoniare l'esistenza e la pratica di specifiche "costellazioni di coscienza" da parte del singolo artista o del "gruppo" di riferimento.

La nostra educazione all'arte parte da un punto di vista sbagliato e al povero Vasari si imputano metodi e intenzioni che non gli interessavano....dobbiamo passare a una cultura dell'immagine che sia universalmente recepita e condivisa...solo così gli artisti potranno riemergere dal baratro culturale in quanto portatori di valori, di esperienze e di sentimenti significativi per tutti.

Vota questo post

La mente alchemica

di ilrinascimento (16/03/2008 - 11:22)

20 febbraio 2008.
Il nodo lunare nord in acquario determina una eclisse di luna totale visibile dalla terra. Il fenomeno astronomico si verifica per l'interposizione della Terra (la Realtà), tra il sole (conscio) e la luna (subconscio) durante la fase culminante della luna piena (coscienza di).

L'esperienza della dualità, cioè la scissione che proviamo (ad esempio) quando ci guardiamo allo specchio in quanto "corpo fisico" e nello stesso tempo ci sentiamo fatti di "mente" mentre riflettiamo sul nostro aspetto, è un fenomeno che descrive perché vediamo le realtà delle cose in due modi diversi: con il corpo (i sensi corporei) e con la mente (i sensi della mente).

La distinzione tra il sistema "fisico" della percezione della realtà (la terra illuminata dal sole durante il giorno) e quello mentale (la terra illuminata dalla
luna piena nelle notti delle eclissi) è perciò un artefatto della percezione. Durante la fase conscia (il sole) vediamo la realtà (la terra) con gli organi di senso corporei, ma durante la fase subconscia (come negli stati meditativi influenzati dalla luna), vediamo l'altra faccia della realtà (la faccia scura della terra).

Il mio apparato percettivo esterno mi vede (vede il mio corpo/terra) come una entità fisica, biologica, materiale, mentre il mio apparato percettivo interno mi sente (sente il mio) come una entità mentale, dotata quindi di pensiero, consapevolezza, volontà e spirito di trascendenza (il Sè/volontà di evolvere)

Gli alchimisti ponevano una grande enfasi sui tre stadi di purificazione, illuminazione e trasfigurazione della mente, poiché è a partire dai processi di autoavvertimneto psichico, propriocezione e introspezione dell'interiorità che l'individuo riconosce, durante le eclissi di luna, di adempiere a un unico destino: diventare l'amico, l'amante e il discepolo devoto della propria mente.


eclissemaier
Ma chi è la mente?
La luna descrive l'energia subconscia, inconscia e iperconscia che si agita dentro di noi per tutti i 28 giorni del ciclo. L'introspezione e la meditazione (l'attività mentale consapevole)  ci permettono di aprire spiragli di luce sulla sua superficie e quindi di "illuminare" aspetti sempre più ampi delle nostre dinamiche psichiche. Quando la nostra luna diventa piena, e cioè è "capace" (come la Vergine dell'Annunciazione) ad accogliere la luce di Dio (il sole), è possibile iniziare il viaggio di ritorno (i nodi lunari retrocedono) e quindi comprendere il senso profondo della nostra vita e il nostro comune destino spirituale.

annunciazioneLa realtà si distingue dunque tra quella visibile e invisibile. La prima è sperimentata attraverso i sensi coeporei, mentre la seconda è sperimentata, in rari momenti del mese, attraverso i sensi della mente: percezione, intuizione, consapevolezza, comprensione e memoria.

Che cosa annuncia, allora, l'Arcangelo Gabriele? La Vergine dell'Annunciazione è immersa profondamente nella lettura dei testi sacri e rappresenta quindi uno stadio di evoluzione dell'anima psichica  (Maria)  nell'anima  intellettiva (La Vergine). La Vergine  incarna l'individuo  "capace" di concentrare l'attenzione su parole e immagini, "capace" di riflettere e analizzare i sentimenti corporei e quindi di sviluppare gradualmente la percezione della Realtà invisibile attraverso i  cinque sensi della Mente.  L' Arcangelo Gabriele  viene dunque ad annunciare l'ingresso dell'anima nel "mondo della mente", nella dimensione in cui è possibile sperimentare la "volontà di evolvere" peculiare del Sè (il Bambino, il Figlio di Dio). 

Le fasi lunari : trasformazione dell'Anima in Mente

fasi lunari

L'alchimia della trasformazione dell'Anima psichica (la luna nuova)  in Mente (la luna piena) è un processo di graduale purificazione del "pensiero" dai sistemi di credenze (la Nigredo),  di progressiva illuminazione del senso di sè (la Rubedo)  fino allo stadio finale di "Trasfigurazione" dell'anima nell'intelletto  intuitivo, logico e translogico, di cui si fa interprete il "Cristo della Trasfigurazione2 (lo Xantosis)

trasfigurazione

Ma prima di incarnare la volontà di conoscere l'alchimia interiore (l'intrellectus) e diventare  il "Cristo della Trasfigurazione", la mente illuminata dalla coscienza del "Maestro" deve trasmutare nella consapevolezza alchemica dei 12 Apostoli,  e cioè sperimentare  le 36 fasi (12x3) fasi di progressiva illuminazione della superfice lunare (la mente subconscia, inconscia e iperconscia)  in una nuova e più profonda consapevolezza del Se, (La Vergine della Pentecoste/ la tredicesima luna nuove dell'anno)

12 apostoli

dailymotion.alice.it/Ban [...] ambe/video/7474081


Vota questo post

Giovanni Battista

di ilrinascimento (14/03/2008 - 16:52)


L’istinto di evolvere è connesso al filamento maschile del dna. L’evoluzione delle condizioni materiali nasce dall’istinto di realizzare le condizioni di equilibrio psicosomatico compromesso dalle circostanze naturali, ambientali, sociali e storiche. L’intelligenza alchemica (Giovanni Battista) si sviluppa, si espande e si dispiega completamente seguendo regole epigenetiche che si tramandano di generazione in generazione, sintesi di un Logos, di una esperienza cognitiva della verità biologica e spirituale, che si perpetua nel tempo, senza soluzione di continuità.

Per gli alchimisti esiste una intelligenza maschile e una intelligenza femminile. Entrambe sono strettamente connesse al complesso